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“Quanto Manca?” di Lorenzo Tiezzi

Un libro per chi sogna di correre nella natura per ore, giorni, notti intere. Per chi vuole farcela. E per chi, semplicemente, vuole capire cosa passa nella testa di chi lo fa.
Quanto manca?: Anti-manuale dell'ultra trail, da 0 a cento miglia

l’anti-manuale che ti insegna a correre cento miglia (e a non prenderti troppo sul serio)

C’è un momento, durante una Cento Miglia, in cui tutto sembra impossibile. Le gambe urlano, lo stomaco protesta, il cervello suggerisce mille buone ragioni per fermarsi. È proprio in quel momento che Lorenzo Tiezzi, giornalista e ufficio stampa con la passione per i sentieri, ha trovato la risposta più onesta possibile: “Non è che provo, io ci arrivo”.

Da quella lucida follia, da cinque Cento Miglia completate tra il 2021 e il 2024, e da migliaia di chilometri percorsi arrancando sui sentieri delle Alpi italiane, nasce “Quanto Manca? Anti-Manuale dell’Ultra Trail, da 0 a Cento Miglia”, un libro che non promette miracoli ma qualcosa di molto più prezioso: la verità.

Un anti-manuale in 167 tappe

Il libro è strutturato in 167 punti, uno per ogni chilometro di una Cento Miglia. Non è un caso: l’ultra trail non si può riassumere, così come non si può abbreviare. Si può solo attraversare, un passo alla volta.

Ma attenzione: questo non è l’ennesimo manuale tecnico scritto da un campione irraggiungibile. Tiezzi si definisce senza mezzi termini un “cialtrone” e un “tapascione”, uno che le gare le finisce — quando va bene — tra gli ultimi. Eppure le finisce. Cinque volte su cinque, nelle Cento Miglia. E in questo paradosso sta tutto il senso del libro.

“Se l’ho fatto io, cinque volte, vuol dire che ce la puoi fare anche tu. Purché tu ne abbia voglia”, scrive l’autore. Non troverete qui formule magiche o piani d’allenamento infallibili. Troverete invece qualcosa di più raro: l’esperienza distillata di chi ha imparato sulla propria pelle cosa funziona e cosa no, raccontata con un’onestà disarmante.

Consigli pratici tra ironia e poesia

Dalle vesciche ai bastoncini, dalla respirazione all’alimentazione in gara, dal peso forma al sonno, Tiezzi tocca tutti i temi che un aspirante ultra trailer deve affrontare. Ma lo fa a modo suo: alternando dritte concrete a riflessioni personali, aneddoti di gara a momenti di pura poesia notturna.

C’è il capitolo sulle vesciche al secondo punto (perché no, non si può aspettare), quello sulla “danza dei bastoncini” che può salvare i quadricipiti in discesa, la fondamentale distinzione tra “andare bene” e “andare male” (in entrambi i casi la risposta è: rallenta). C’è l’importanza del sederino nell’economia di una corsa lunga, spiegata con esercizi da fare sul divano di casa. E c’è quella regola aurea che vale per tutti: “In un ultra trail puoi anche camminare. No. DEVI camminare. A lungo.”

Ma ci sono anche i lampi poetici: la luna piena al Passo Gallinera che disegna geroglifici sulle pareti delle montagne, Venere che sorge all’alba della seconda notte di gara, il silenzio perfetto dei sentieri attraversati da soli nel cuore della notte.

Le voci dei campioni

A impreziosire il libro, le testimonianze di due leggende dell’ultra trail italiano. In apertura, Francesca Canepa — psicologa valdostana, prima italiana a vincere l’Ultra Trail du Mont Blanc nel 2018 — demolisce con la sua consueta schiettezza alcuni luoghi comuni: “A me correre non piace mica. E poi, la tecnica. Non credo sia la prima cosa: prima di tutto bisogna lavorare sul corpo.”

In chiusura, Oliviero Bosatelli — pompiere bergamasco, vincitore del Tor des Géants nel 2016 e nel 2019 — racconta la sua filosofia: “Nessuno nasce imparato, manco chi vince.” E svela un approccio che è l’antitesi del perfezionismo ossessivo: niente nutrizionista, niente allenatore, solo la voglia di correre e “prendere quello che viene”.

Sono voci che confermano il messaggio centrale del libro: l’ultra trail è democratico. Ognuno ha il suo livello e i suoi obiettivi. La gara è un amplificatore che tira fuori quello che hai davvero dentro.

Per chi è questo libro

“Quanto Manca?” è per chi ha il sogno di portare a casa una Cento Miglia e non sa da dove cominciare. È per chi corre già ma vuole capire come affrontare distanze che sembrano impossibili. È per chi si sente inadeguato e ha bisogno di sapere che anche i “cialtroni” ce la fanno.

È per chi cerca un compagno di viaggio onesto, non un guru motivazionale. Per chi preferisce le parole di Marco Olmo — “Non si è mai troppo vecchi per correre incontro alla prossima felicità” — alle formule preconfezionate dei coach da social.

Ed è anche per chi non correrà mai una Cento Miglia ma vuole capire cosa spinge qualcuno a farlo. Perché alla fine, come scrive Tiezzi, “nessuna corsa, nessuna impresa, fosse anche la più dura al mondo, è difficile come la vita.”

Correre come bambini, per sempre

Il messaggio più potente del libro arriva quasi per caso, osservando i bambini nel giardino di una scuola elementare: “Per spostarsi, corrono, non camminano. Se vogliono dire qualcosa ad un amico, corrono e si rincorrono.”

Correre una Cento Miglia, in fondo, è questo: tornare bambini. Giocare un gioco che si può giocare anche da grandi, in cui c’è sempre giustizia. In cui vince anche chi arriva ultimo, perché qualcuno deve arrivare ultimo e non è un perdente.

È dipingere sull’acqua. Dopo un istante tutta la tua splendida fatica non esiste più, non c’è mai stata e non tornerà mai. Eppure ne è valsa la pena. Sempre.

La playlist che accompagna i passi

Perché l’ultra trail non è solo fatica fisica ma anche viaggio mentale, il libro include una playlist Spotify curata da Riccardo Sada: brani con ritmi energici alternati a musiche riflessive, da ascoltare rigorosamente a basso volume — o con un orecchio solo — mentre si corre o si arranca sui sentieri. Perché anche il silenzio rumoroso della natura merita di essere ascoltato.

Un libro che non finisce

“Quanto Manca?” non è un libro che si legge una volta e si ripone. È un compagno da consultare prima di una gara, da rileggere durante una crisi, da sfogliare quando il divano sembra più invitante dei sentieri.

È un libro che parla di corsa ma in realtà parla di vita. Di come affrontare le difficoltà senza drammatizzare, di come trovare la forza quando sembra finita, di come godersi il viaggio invece di ossessionarsi per la meta.

E soprattutto, è un libro che finisce come deve finire un libro sull’ultra trail: con la voglia di correre ancora un po’.

“Ci si vede sui sentieri. Sono quello che va piano e piuttosto male, però di solito arriva. E poi continua.”

Perché leggere “Quanto Manca?”

Se sei…Troverai…
Un aspirante ultra trailerUna guida onesta per capire da dove cominciare
Un runner espertoSpunti pratici e la conferma che anche i campioni improvvisano
Un curiosoUna finestra su un mondo di bellezza e follia controllata
In crisi esistenzialeLa prova che si può andare avanti anche quando sembra impossibile
Stufo dei guru del fitnessFinalmente qualcuno che ammette di non avere tutte le risposte

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